“una allarmante confusione concettuale fra Stato e governo… Alla ‘gente’ la prospettiva di sei reti televisive... che, accantonati dibattiti e risse, intonino l’osanna al nuovo regime e al suo ‘timoniere’, probabilmente piace. Lo dimostra l’indifferenza con cui il cosiddetto uomo della strada ha accolto le dichiarazioni del timoniere... Io avevo i pantaloni corti quando Matteotti fu assassinato. Ma ricordo i discorsi che la gente intorno a me faceva. Dopo sei mesi di campagne giornalistiche al calor bianco... in cui nessuno era più in grado di distinguere la verità dalle menzogne, la gente accolse con sollievo il discorso del 3 gennaio 1925 con cui Mussolini imbavagliava la stampa e annunziava la dittatura... Berlusconi non è Mussolini... Ma è proprio questo clima di facilismo, di esenzione non dai problemi (di questi ce ne sono), ma da quelle angosce esistenziali che ci rendono ricettivi ai grandi princìpi, che può spianare a Berlusconi la strada verso una ‘democrazia del balcone’. Non quello di Palazzo Venezia, che gli andrebbe troppo largo. Ma quello della Casa Rosada, che consentiva a un Perón di arringare la folla... Ce la farà perché la gente è con lui, non con noi. E quando la gente si mette dietro qualcuno, gli uomini delle ‘comunicazioni di massa’ finiscono per mettersi dietro la gente. Queste cose le abbiamo già viste all’alba della nostra vita. Mai ci saremmo aspettati di rivederle al tramonto. Ma sembra che così debba essere”.
Indro Montanelli, 8 Giugno 1994
E' davvero difficile trovare le parole giuste per descrivere cosa si prova nel vedere la bambina di 9 anni o poco più che portavi sul tubo della bicicletta discutere la tesi. Una discussione magnifica, una dimostrazione della brillantezza, competenza, eleganza, raffinatezza e intelligenza che son solo una parte delle tue tante qualità.
Sia mentre esponevi con sicurezza e spigliatezza il tuo bellissimo discorso, sia poi, quando quella specie di babbo natale coi poteri conferitigli da questo stato ti ha dichiarata marito e moglie, mi sono guardato intorno.
Ho guardato negli occhi i presenti; parenti, docenti, amici, tutte le persone che hanno avuto la fortuna, per un qualsiasi motivo, di aver a che fare con te.
E si leggeva negli occhi di tutti, all'unanimità, l'orgoglio di avere una figlia/sorella/nipote/amica/fidanzata/studente cosi.
Una persona che ti riempe di soddisfazione semplicemente esistendo, rendendoti parte della sua vita.
Una persona che ogni volta che la vedi, te ne vai con qualcosa in più.
Una persona che nonostante tutto, sempre e comunque, sai che ti regalerà un sorriso cosi bello, genuino e sincero che toglierebbe anche la più piccola particella di malumore anche ad un granello di sabbia.
Lo stesso contagioso sorriso di quando ti portavo sul tubo in bicicletta, tanti anni fa.
[Effettivamente, sei pure alta uguale :) ]
Può sembrare una sviolinata di complimenti per la tua laurea, ma sai bene che non lo è. O almeno, non solo per quello. Mi congratulo per quello che sei, i successi sono solo una diretta conseguenza
Insomma, è quello che è; l'esternazione di quello che prova una persona che da tanti anni ti vuole un gran bene e che capisce cosa signifca per te quel che è successo ieri.
Credevo di commuovermi, ma ero troppo felice per piangere di gioia.
Ok, effettivamente è un po una sviolinata, ma che ci vuoi fare :)
Sono davvero troppo felice di vedere che sei diventata esattamente la grandissima, eccezionale e rara donna che sapevo saresti diventata.
Sarò banale, ma se le donne come te fossero la norma, almeno gli uomini potrebbero credere che il paradiso c'è, nemmeno tanto lontano, anzi.
Beh, basta cosi, non posso uscire troppo dal mio personaggio e voglio comunque aver rispetto della tua glicemia.
Ci aggiorniamo allora!
E spero davvero che ci aggiorneremo per taaaanto tempo ancora.
La serata è divertente, davvero.
Procede col giusto mix di buona compagnia, ilarità, buon cibo e buon vino bianco.
E' il compleanno del Capitano, festeggiare bene è imperativo.
Pesce, ha deciso. E pesce sia.
E si chiacchera amabilmente, ricadendo in tutti i clichè del gruppetto sparuto di amici di vecchia data che cenano insieme, che scherzano esattamente come scherzavano 15 anni fa ma con meno capelli.
Almeno io.
E i vari "ti ricordi quella volta" che non mancano mai, e tu pensi sempre di ricordarli tutti, ma alla fine uno che ti era sfuggito c'è sempre.
E l'insalata di polpo è buona, e ne stai assaggiando un boccone, quando vedi il mittente dell'sms che hai appena ricevuto, e blocchi il boccone a mezz'aria per un istante.
E sei sicuro che non l'abbia notato nessuno. E pensi che in fondo non è vero, perché se lo fosse avrebbe un significato. e pensi che a quasi 29 anni dovresti smetterla di dirti bugie, stronzetto.
E i messaggi diventano tanti e parlano di una festa vicino casa tua e di passare a salutarsi perché infine è tanto che non ci si vede.
E in effetti ormai siete amici, dopo tutti questi anni. E pensi che potrebbe essere un ottimo post cena.
E si, l'idea ti fa piacere (ma non è troppo?)(no, è che era da un pezzo che non andavi ad una festa).
E alla fin fine vi siete visti mille volte dopo, che vuoi che sia una in più?
E stai pensando davvero a tutte queste cose? (no, è che alla festa c'è figa sicuro, è quello che mi esalta)
E porca puttana, è già finita l'orata? Ma ho davvero il dolce qui davanti? E quando diavolo è arrivato? (pensavi a lei, imbecille, ti sei distratto) (ma non dire cazzate va)
E il tuo Gollum e il tuo Smeagol discutono e tu sei in viaggio, in macchina col Capitano ed il buon Ciccito, che procede blando verso la festa.
E lo inciti ad accellerare, puoi avere un 1.6 a benzina e strada libera e andare a 80?
(ma davvero l'ho detto?) (si, scemo. l'hai sentito benissimo) (è che andar piano mi fa calare la palpebra) (ahahahahahahahahahaha)
E le fai lo squillo perché non sai quale sia la cazzo di casa e cosi lei vi verrà incontro.
E la vedi, dopo forse 1 anno.
E l'abbraccio la solleva da terra, e la baci sulla guancia, 1, 2, 3, 4, 5, (ehy regolati bastava 1, 2 se sei brillo) 6, 7 ,8 e bho?
E la rimetti in terra e la guardi bene, com'è che mentre veniva verso di voi non l'hai degnata di uno sguardo? (perché le sei corso contro a velocita INUMANA, pezzo di stronzo) (ma va, ero distratto, indubbiamente camminavo) (ahahhahahahaahhaHAHHAHAHAHAAHHAHAAHAH)
E tutte le volte che vi siete rivisti in questi lunghi 8 anni (li hai contati? ma non eri smemorato) (senti, muori.) c'è stato un serenissimo e rispettosissimo distacco fisico, che bene o male escludeva qualsiasi tipo di contatto tra i saluti iniziali e quelli finali.
E dopo i convenevoli vi conduce verso la festa.
E ti ci conduce prendendoti la mano.
(*flebile rumore di quaqlcosa che si incrina*) (oibhò, che cazzo succede?) (sono i ricordi, baobab... la diga sta cedendo) ( no no sono sicuro che è la vescica, maledetto vino bianco)
E dentro state vicini, chiaccherate amabilmente, e tu guardi le fighe in giro facendo il distaccato ( la stai abbracciando, stronzo e le hai pure appena detto che è la più bella della festa ) ( O_O )
E tra una chiacchera e l'altra trovi il suo viso vicino al tuo, qualche volta, troppo vicino?
(*rumore meno flebile*)
E per una malaugurata coincidenza, i tuoi occhi finiscono nei suoi un secondo di troppo (seeee, coincidenza AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH) (SENTI hai proprio ROTTO il CAZZO e oltre che disturbarmi dai al mio post un tono che non mi piace, mi disperdi il romanticismo, specie di sottotitolo stronzo che non sei altro)
E quanti secondi saranno passati? 2? 3? Bhe, troppi.
(*BOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOM*)
E vedi un ragazzino, noto scipafemmine, attenderla nella solita sala giochi, tremante come una foglia, quasi disperato, per la prima volta toccato senza nemmeno troppo garbo dall'insicurezza.
E vedi 2 ragazzini innammorati in una panchina, che stanno insieme da 3 giorni e lui ancora non ha avuto il coraggio di baciarla; lei gli canta un pezzetto di Crazy degli Aerosmith, anche se si vergogna come una ladra, e la sua voce è bella come un girotondo di fate e folletti nudi che giocano sotto una dolce pioggia di mezza estate.
E i 2 ragazzini si baciano per la prima volta, ed è sublime.
E la scena cambia, e vedi 2 ragazzini, sulla solita panchina, lui fa il duro, è seduto e si fuma la sua DIANA ROSSA, lei è sdraiata sulle sue gambe, gli occhi chiusi. E lui la guarda, e pensa che sia bellissima, ma non riesce a dirglielo.
E la scena cambia, e vedi un ragazzino seduto al suo banco a scuola che guarda sognante fuori della finestra, ogni tanto scrive qualcosa su un foglietto di carta.
E vedi 2 ragazzini che all'uscita di scuola si scambiano le letterine che si sono scritti, e ricordi ancora la frenesia di leggere cosa ti avesse scritto, anche se quando te la dava facevi finta di niente, sguardo duro e fiero, la mettevi nella tasca del giubbotto e con la tua cicca in bocca le dicevi - la leggerò dopo - in una pessima imitazione di James Bond.
E vedi 2 ragazzini sdraiati in un anfratto nelle montagne di unb bellissimo parco, al loro primo incontro "ravvicinato".
E vedi una ragazzina che parla coi genitori del ragazzo, poche parole, sicuramente è imbarazzatissima.
E dopo vedi un ragazzino che fissa la schiena di suo padre mentre lavora al computer, quel padre che morirà poche settimane dopo, e il ragazzino gli dice - ti ho visto, le hai sorriso, ti piace, è splendida, vero? - ed il padre si gira appena e col suo solito tono asciutto gli risponde - credici - e poi padre e figlio ridono insieme.
E poi vedi quei 2 ragazzini al funerale del padre di lui, vestiti di nero. E lei è seduta nella fila dietro di lui, che sta ovviamente in mezzo alla famiglia. E lui è molto triste, ma si gira comunque a guardarla, e a bearsi di quanto è innammorato di lei.
E la scena cambia ancora, e vedi 2 ragazzini fare sesso nei posti più indicibili, e vedi il ragazzino che un giorno ha inseguito un guardone, ma non è riuscito a prenderlo, ma lo ha cercato tutto il giorno seguente. Senza successo, purtroppo.
E poi vedi 2 ragazzini seduti alla stazione del treno, lei gli sta dicendo che non è più il caso che stiano insieme, lui le dice che è pienamente d'accordo.
E lei piange e lui la consola, facendo il duro come suo solito. Soffrirà poi, da solo, in silenzio, come ha sempre fatto e sempre farà.
Ed è a questo punto che la spessa fune che li univa si è ormai del tutto sfilacciata, ed è rimasto un unico, sottilissimo filo. Ma è duro come il diamante, e non si spezzerà mai. E se quei 2 ragazzini si allontanano troppo il filo si tente, è una legge fisica.
E si tende fino a diventare affilato, cosi affilato che se ti distrai un attimo, o incautamente ci giochi, ti tagli di brutto.
E sanguini. Sanguini copiosamente.
E fa un male fottuto. Fa di quelle ferite profonde, che si, passano, lentamente, ma lasciano cicatrici che non andranno mai via.
Innanzitutto un grazie a tutti i miei gentili lettori, grazie tante per i vostri complimenti e suggerimenti.
Suggerimenti che, dato che non sono una puttana della stilografica (cit.), non seguirò.
Ma comunque grazie, grazie, grazie.
Ma veniamo a noi.
Non sarò ripetitivo, vi basti sapere che la sveglia oggi è stata uguale a quella di ieri.
Con un misto di angoscia e rassegnazione presumo che sarà uguale anche quella di domani e via cosi, ancora ancora ancora.
Ma io non ci sarò. Spero.
A sentir i medici, nemmeno oggi avrei dovuto essere qui.
Eppure.
A sentir i medici, a oggi, avrei dovuto essere a casa, con la mia bella diagnosi (mononucleosi, c'è un cazzo da fare, riposo e stop) nel mio bel lettone a ritemprare il mio povero corpo ridotto ormai ad un cicgolante rottame.
Ma sono qui.
"Non ti hanno mandato a casa ma ti avranno detto qualcosa" staranno pensando i più ottimisti di voi; ebbene, NI.
Oggi ho appurato che il mio medico è in realtà un ottimo politico, nel senso negativo del termine.
Il caro sedicente giovanotto che mi segue, oltre che un bell'aspetto, è un ottimo oratore.
E' arrivato in camera a mezza mattina con le sue groupies in camice bianco, ridacchiando e scambiando con loro battutine maliziose.
Va bhe, ci stà. Guardo meglio le 2 dottoresse e mi correggo. No, non ci sta.
Allora avevo ragione a chiamarlo Vlady tra me e me.
Non per Luxuria, anche se ci starebbe, visto che di una groupie non distinguo il sesso.
Vlady come vezzeggiativo di Vlad Tepes, l'impalatore.
E' dalla prima visita che non riesco a non immaginarlo molestare abusando della sua posizione le povere agghiaccianti infermiere, tronfio del suo camice con addirittura 3 PENNE nel taschino..
Bhe, il Valentino guercio, voivoda del reparto malattie infettive, alle mie incalzanti domande sul che sarà di me, svicola.
Come i migliori politici, capaci di farti credere di essersi scusati senza averlo assolutamente fatto, mi dice in serie sia che sarei uscito oggi, sia domani, sia settimana prossima, argomentandoli tutti e 3.
Il Ronaldinho delle stronzate, in pratica.
Il discorso va avanti per un po, ma proprio quando sto per inalberarmi e passare alle maniere forti, squilla il telefono a una groupie.
"Il dottor xxXxxxxxxXX ha detto di andar da lui immediatamente, tutti e 3"
sentenzia con una vocina dolce come Freddy Crugher che striscia l'artiglio sulla lavagna.
E scompaiono.
Bhe non li ho ancora visti, non so bene quando uscirò, ne ancora so che diavolo ho.
E sono in ospedale da 3 giorni.
Lo so, oggi la bloggata non è divertente come le altre.
Nemmeno l'ombra. Spero sia almeno scorrevole o interessante da leggere, se no pazienza, miei cari lettori. Verranno giorni migliori.
Oggi proprio non va.
*rumori vari*
Apro timidamente un occhio, quasi incredulo.
"ma cazzo mi sono appena addormentato".
"sto ancora dormendo e questo è un incubo, si."
E' quello che avrebbe pensato chiunque dopo 4 ore di sonno, vedendo al risveglio una grottesca caricatura di donna in camice azzurro (quindi soldato semplice) armeggiare con la flebo del tuo carissimo compagno di stanza.
Si, quello che litiga con studio aperto e la clerici. Si, minuscolo.
La guardo, lei mi sorride. Vorrei morire. Metto su uno dei miei sguardi migliori e mugugno un "nmngiorno" intriso di maledizioni, ma mi sforzo di sorriderle. Dopotutto sta lavorando, ma sarò stronzo?
Guardo l'ora; 07:20.
Vorrei morire.
Mi tiro su da quella trappola per schiene a misura di nano che osano impropriamente chiamar letto e mi appresto a sbrigare le prime formalità, tipo disinfettare il cesso e usarlo per lavarmi e togliemi di dosso quel maledetto odore di ospedale che mi fa quasi piangere.
Ci metto 1 ora (nei preparativi è compresa la sigaretta e le merendine).
Stanno passando la colazione. Sale il terrore, altrochè.
"caffelatte o the, cosa preferite?"
"perchè, il sapore è diverso?" sento dire alla mia voce ancora prima di rendermene conto. L'infermiera (camice rosso, caporale) abozza un "forse" sorridendo sotto i baffi. E non è una metafora.
Scelgo il the. Lo lascio nel suo bel piattino a raffreddare e mi concedo la seconda sigaretta della giornata, quella illuminante.
Nel "fumatoio" c'è uno dei loschi figuri, che da gaggio di prima categoria si eleva a mio eroe personale; non solo perchè ieri mentre aspettava l'ascensore (che ci ha messo 1 botto) ha cantato TUTTA - Ancora - e nemmeno troppo male, ma perchè mi dice proprio quello che volevo sentirmi dire:
"ma guarda che se hai da fare puoi uscire, andare al bar, al market, al tabaccaio".
Non ha nemmeno finito la frase che sono in stanza a cambiarmi.
Rovescio il the nel lavello e scappo, chiedo al compagno se ha bisogno di qualcosa ma esco prima ancora che abbia risposto.
Ascensore, portone e tac, sono fuori.
Passeggio per il cortile dell'ospedale per qualche minuto, respirando estasiato l'odore di questo splendido mercoledi.
Esco dall'ospedale, attraverso la strada e sono al bar, bevo lo schifoso cappuccino più buono della mia vita, accompagnato da un cornetto vecchio quasi come me, anche se forse io sono meno infetto.
Chiacchero amabilmente col barman, commentiamo i titoli del corriere dello sport e cosi via, per una mezz'ora buona.
Mando qualche sms per esprimere la mia raggianza, seppure senza riscuotere grandi consensi. Giusto, alla fine per gli altri è solo un odiosissimo mercoledi mattina.
Rientro nel perimetro della mia nuova prigione sorridendo a tutti, anche a quelli in fila per il ticket, che da sorridere hanno poco.
Mi guardano chiedendosi che cazzo ha da ridere un denutrito di 2 metri giallognolo e abbigliato in pantaloncini e maglietta dei cinesi.
Mi fumo una sigaretta nella panchina li davanti, li guardo e sorrido.
Me ne vado prima che pensino che li sto prendendo per il culo e finsco la mia sigaretta tornando al reparto.
Saranno le 9, suvvia.
Lo so cosa stai pensando, lettore infedele; siamo alle 9 del mattino ed è già un mattone cosi, figurati per arrivar a notte...
E no.
Abbiamo finito.
E non perchè sia pigro, ma perchè il resto della giornata è stato fottutamente monotono.
Ho vegetato su un lettino ripetendo ciclcicamente sigaretta - telefilm - sigaretta - telefilm - con una piccola pausa per il pranzo (vedi capitolo precedente) e un piccolo intramezzo dopo le 17, ora alla quale mi collego a Internet. Si, maiuscolo.
Non mi hanno visitato e non ci sono aggiornamenti sul mio stato di salute, solo se e ma e forse.
E' una fottuta puntata di dottor house.
Ed ho il terrore che sia appena iniziata.
Non mancherei di aggiornare questo foglio elettronico nemmeno se mi privassero di entrambe le mani, figuratevi se basta un ricovero.
Ebbene devo dire che il mio primo giorno di degenza, seppure sia solo a metà, già promette bene.
Delirio, gente. Il delirio allo stato puro. Quello da scrivere in caps, ecco. DELIRIO.
La mattina inizia bene, la sveglia alle 7, raccatto i bagagli e via, digiuno, che per inaugurar la giornata devono profanare le mie vene.
Ma tagliamo corto. Le visite di acchitto con la nonna di tutte le infermiere non vanno nemmeno troppo male, mi dissangua, prende temperatura e pressione, cambia l'olio, filtri e si avventura nell'unica parte della visita che ha avuto un piccolissimo intoppo: L'ELETTROCARDIOGRAMMA.
Non c'è stato verso di far stare attaccati quei gommini dannati al torace, ha provato pure a schiacciarli a mano povera nonnina, ma niente, piattume.
"Sono morto?" le chiedo sarcastico e incurante della venuzza che le andava gonfiandosi sulla tempia; il suo sguardo è una risposta più che eloquente..in effetti alle 8 del mattino siamo tuttiun po nervosi, soprattutto se si ha a che fare con me.
Ebbene, qui il primo intoppo, dicevo.
Cari lettori, ha RINUNCIATO, non mi ha fatto l'elettrocardiogramma. :|
Va bhe. andiamo avanti.
Vengo accompagnato al secondo piano del reparto MALATTIE INFETTIVE, un nome un progrmma.
Lo scenario è deprimente, come in tutti gli ospedali direi, colpa di quel merdosissimo azzurrino verdino che accomuna tutti gli ospedali del mondo, il color "malattia", ma non solo..si,ok, anche l'odore rende l'atmosfera allegra come il 2 novembre, ma non solo.
E' quello che succede. Quello che si sente.
Mentre passeggio per il corridoio sento lamenti costanti, a intervalli regolari. "ooOOo" "oooOoo".
Per me, simpaticone empaticone, ogni lamento è un colpo.
La sfilza di sempreverdi semprevergini che ti sorridono benevole ogni 2 o 3 passi completa il quadro. C'è anche qualche padre Pio per par condicio, è un reparto politically correct.
Mi accomodo nella stanza, il mio compagno è un uomo di mezza età, mediamente panciuto e mediamente simpatico, a parte quando litiga con i programmi in tv prendendoli a parolacce.
Aspetto che qualche infermiera mi porti la colazione, passano 5 minuti e compare l'abominevole infermiera delle nevi, una strana creatura pelosa, senza l'ombra di un vassoio.
Piuttosto, dopo avermi propinato una serie di luoghi comuni e di consigli sulla mononucleosi (perlaltro errati) rivela il vero motivo della sua visita: vuole i punti delle mie merendine, lei li raccoglie, sempe che non mi servano, eh, davvero, se non può non fa nulla....
La guardo allibito e incredulo, la informo meglio sulla mononucleosi, mi mangio una merendina e le consento di prendere il fottuto punto.
Sistemo le mie cose, sempre più allucinato, e vado a fumarmi una sigaretta, tanto il mio compagno è impegnatissimo coi programmi del mattino di rai 2. Di strada apprendo che il paziente della stanza adiacente è, testuali parole, "esploso in merda".
Ecco cos'era 'sto odoraccio, mi dico, mentre mi dirigo sempre più allucinato verso la zona fumatori.
La giornata prosegue tra varie visite, ipotesi più o meno probabili dei vari medici che mi hanno visitato, cazzeggio, sigarette, sms e chiamate a nasto continuo, e.
Ci sono ancora 2 cose di cui val la pena parlare.
La prima è una nota positiva..dopo pranzo mi hanno preso e portato in ambulanza per condurmi al reparto radiologia...e noto con piacere che la mia compagna di viaggio è una ragazza bellissima, peccato per il reparto di provenienza, ossia il mio...cazzo, sono in ambulanza con la venere infetta, l'afrodite radioattiva..mi guarda, la guardo...ma cazzo no. Sarebbe deleterio per entrambi. alla fine ci ho attaccato un po bottone, è simpatica ma affetta da polmonite batterica.
Archiviata.
Poi ho altro a cui pensare, adesso.
Ma veniamo al secondo punto, e lo scrivo ancora pieno di rancore pechè l'evento è recente:
IL CIBO.
Ok, è un classico, si sa che in ospedale si mangia male.. ma a tutto c'è un limite
A pranzo hanno portato 2 vari tipi di big babol, una al gusto di pasta al sugo, seppur vago, una al gusto di carne. Quest'ultima non era proprio una big babol, era uno stronzissimo incrocio con una soletta divorodor o come cazzo si scrive.
Agghiacciante, stessa consistenza, nessun sapore e nemmeno ci si poteva fare le bolle.
Pranzo scandito dalle invettive del mio coinquilino contro studio aperto, sottolineo.
La cena ancora peggio.
Addirittura 3 portate, questa è guerra.
Pasta, purè, formaggio.
La pasta come sopra, il formaggio non capisco IN SARDEGNA come cazzo possa fare cosi schifo, infine il purè.
Meriterebbe un capitolo a parte, il purè. Limitiamoci a dire che sapeva di morte.
Sono le 18.52 miei cari lettori, sono pressochè digiuno, totalmente disgustato e devo tener le cuffie per non sentire quel fottutissimo OooOOoOO.
Adesso qualcuno verrà a trovarmi, speriamo mi porti almeno un po di cibo.
Eh si, parliamo di nulla.
La giornata è iniziata abbastanza bene. La sveglia mi ha trapanato il cervello, il danno è raddoppiato dalle davvero troppo poche ore di sonno, ma quello va bhe.
Espiazione, la chiamo. Cosi impari a cazzeggiare "online" fino a notte fonda, quando sai che la mattina hai da fare. E' giusto.
Mi preparo frettolosamente, butto giù il mio nuovo menu per la colazione, composto da yogurt e 2 capsule di lansox, e mi avvio verso Cagliari.
La mattinata è stupenda, il cielo è limpido, azzurro, il sole batte pigramente, come se anche lui si fosse appena svegliato, come solo il sole di maggio sa fare.
Eh si, mi dico, ho proprio fatto bene ad uscire in anticipo, cosi posso dedicarmi un po di aria fresca dopo tutte 'ste setimane di reclusione.
Poche cose mi piacciono di più del bermi un cappuccino caldo seduto su una panchina, in una piazzetta davvero speciale. C'è del verde, molto bello, stilisticamente perfetto; i giusti alberelli dei giusti colori nei punti giusti, intramezzati dai giusti cespugli. Alla mia sinistra, un rudere della Cagliari vecchia.
Mi accomodo sulla panchina, per farmi baciare dal sole, mio unico amante sincero, in una mano il cappuccio rigorosamente con cacao, nell'altra un buon libro.
Questo è vivere, mi dico. In una giornata cosi l'otorino potrà darmi solo buone notizie. Temporeggio ancora un po, leggiucchiando e guardandomi intorno; c'è una coppia di anziani con dei bimbi molto piccoli che giocano a pallone su un praticello, una bella ragazza seduta da sola nella panchina di fronte alla mia, una giovane coppia con l'immancabile pastore tedesco.
Bello, sotto questo cielo sembra che tutto si muova in armonia, nonostante l'infausto nome della piazza, piazza Costituzione, mi porta alla mente solo buoni propositi andati a puttane. Puttane contagiose. Ma chi se ne frega.
La giovane donna sola mi guarda di soppiatto, forse ammicca un po, forse sono io.
Ma rassegnati bella, sono troppo in armonia col mondo per badare a te, continua a mangiare il tuo cornetto da sola, ora esisto solo io.
Il tempo passa, è ora di andare.
Entro nello studio raggiante, con una faccia troppo felice per chi si sta accingendo a far la fila per farsi frugare.
Pago il dovuto senza nemmeno incenerire con lo sguardo la povera solita impiegata zitella, che mi guarda perplessa; "pensi che sia drogato, bella? lo sono, in questo momento, sono dopato di ottimismo. Se ogni tanto scopassi forse anche tu avresti un aria distesa" penso guardandola dall'alto della mia paresi facciale.
Faccio la fila, sfogliando senza attenzione i soliti gironalacci da sala di attesa, "famiglia cristiana, GRAZIA, DONNA MODERNA".
Sembrano interessanti pure questi, oggi.
Mentre sono immerso dalle vicende delle varie ereidtiere d'oltreoceano, un empia voce mi chiama. " signor Xxxxx, tocca a lei".
Il mutamento della mia espressione da quando sono entrato a quando sono uscito lascia perplessa la povera impiegata, non mi guarda più con invidia, no. Ora le faccio paura.
3 parole hanno stroncato una pseudo bella giornata.
Sospetta. Mononucleosi. Infettiva.
Anzi, facciamo 6.
Si Consiglia Ricovero.
Bene, siore e siori, da lunedi sarò in ospedale a farmi infilare sonde irriverenti nei più angusti orifizi del mio giovane corpo in crisi.
Ma non è tanto questo che mi fa rabbia.
La cosa più insopportabile è che dopo ormai 1 MESE, 1 INTERO FOTTUTISSIMO MESE di visite e antibiotici di ogni tipo, si parla ancora di sospetti, di ipotesi, di potrebbe essere.
Ci sono varie scuole di pensiero, diciamo.
Bel modo di rovinarmi la giornata, eh? S'è pure messo a piovere.
Il sunto è questo, basta cosi.
Starei qui a scrivere per ore, ma alle 12 mi aspetta il mio nuovo amico Zimox.
eRepublik è un browser game recente, ancora in beta, che propone un mondo economico e politico alternativo e parallelo al nostro. Le possibilità sono numerose e se farete carriera potrete diventare veterani di guerra, manager di grandi aziende, giornalisti o addirittura presidenti di una nazione. Per giocare è richiesta una minima padronanza dell'inglese soprattutto nei rapporti con l'estero (altrimenti, se non vi importa, non sarà difficile orientarvi nell'interfaccia molto intuitiva).
Il punto di forza del gioco è la possibilità di riscrivere la storia: ogni Paese avrà la possibilità di attaccarne un altro fino a sconvolgere l'attuale sistema geopolitico. L'economia, inoltre, è completamente decisa dagli utenti che possono lavorare in uno dei diversi settori (Food, Gift, Hospitals, Housing, Media, Moving, Weapons). Come ho detto, il gioco è per ora in beta ma i bug sono minimi e non ne risente la giocabilità. A breve inizieranno le guerre e vista la situazione italiana (siamo tredicesimi nel rank mondiale) ogni nuovo iscritto è il benvenuto.
Le FAQ sul sito ufficiale: http://www.erepublik.com/infobox-faq.html
P.S.: Dimenticavo di dire che non è assolutamente necessario dedicargli molto tempo. Pochi minuti al giorno sono sufficienti per eseguire tutte le azioni e non si rischia di essere superati da chi è sempre connesso.
Sempre per colpa della beta, l'iscrizione è possibile solo tramite invito.
Se avete intenzione di registrarvi, anche solo per provare, registratevi su www.lordphobos.com, troverete l'apposita sezione nella quale leggere come muovere i primi passi, fare le vostre domande ed aggiornarvi su cosa sta succedendo nella community di eRepublik.
c'è da divertirsi, divertirsi davvero.
ci conto
La tua faringite.
Stamattina sono andato dall'otorinolaringoiatra, un lavoro probabilmente più complicato da dire che da fare.
Fatta la fila, vado dalla classica segretaria annoiata, bruttina ed inacidità dall'età e dalla carenza di volatili, a pagar il tikcet.
20.66 EURO
Li per li ho pagato senza pensarci più di tanto, ma poi, di rientro da quell'entropia delirante chiamata CAGLIARI (città amorevole, ha disperatamente tentato di trattenermi con la "tecnica della moltiplicazione del traffico"), mi sono fatto 2 conticini e....
3 settimane di faringite mi sono costati circa 150 euro tra analisi varie (53 euro di analisi del sangue ad esempio), medicine, certificati inviati per raccomandata etc.
Lo trovo inconcepibile.
Speravo di risparmiare qualcosina in questi giorni di orizzontologia chiappale, ma mi sbagliavo di grosso.
Benzina a gogo, 2/3 volte la settimana a far esami/dal dottore.
M'è arrivata l'assicurazione della macchina da pagare (AAAAAAAAAAAAAAA).
Insomma, per una questione o per un altra, a fine mese è DESTINO che ci debba arrivar a stento, questo è il succo del discorso.
E va bene.
Bella l'Italia.
Molto bella.
In sintesi, :(
Bene, caro il mio lettore, mi sembra assolutamente normale, un sillogismo facile, scadere in una bloggata di questo tipo (no, non dico per la qualità, stronzo, parlo dell'argomento) proprio OGGI.
Le urne sono chiuse ormai da quasi 12 ore, sappiamo che una larga fetta degli italiani si è mostrata compassionevole verso uno strano puffo color carne.
Le jeux sont fait, o come merda si scrive.
Quindi, adesso, alle ore 02.50 del 15 aprile 2008, condividerò con voi una mia piccola riflessione su un importantissimo argomento:
LA NOSTALGIA.
E che minchia ci appiccica con le elezioni?
Bravo, esatto.
No, non parlerò di nostalgia della DC, di nani gobbi, di crack appiccicati ai taxy etc.
Esatto. Hai capito.
Non ci appiccica una beneamata ceppa.
N O S T A L G I A.
Pura e semplice.
Quella vera.
Ebbene, oggi sono IMPREGNATO di nostalgia.
Per tante cose, porca miseria.
Si, ok, è normale prendere il nostro occhio interiore e, disgustati da quello che abbiamo davanti ma soprattutto intorno, mandarlo a dare un'occhiata ai vari ricordi, belli e brutti che siano, per concederci una piccola fuga, ci vuole proprio.
Ma oggi proprio c'è stata una causa scatenante DECISAMENTE insolita.
Non mi sono limitato a ricordare salcazzo che episodio della mia travagliata(?) esistenza, no.
Oggi mi sono ricordato non solo episodi, ma anche le SENSAZIONI.
Esatto, sto proprio per scadere in uno dei più classici e tristi clichè, il ti ricordi di quando...
Pensavo a 10/15 anni fa, quando l'Italia era in Italia e si era ancora più o meno fieri e convinti che fosse giusto scriverlo con la maiuscola, quando ancora potevo gustarmi un cono da MILLECCINQUE cazzo, dove son finiti? Ora c'è quello da 1 euro, non è la stessa cosa, è diverso.
Quando PORCAMISERIA il porno, 10/15 anni fa, aveva tutt'altro sapore.
Vi sfido a negarlo.
ORA la pornografia è MALEDETTAMENTE accessibile a chiunque, basta un tubo rosso, basta che tu-porno, e via, tutto il porno che vuoi, scegli il genere che preferisci, voilà, il gioco è fatto.
Oppure, direttamente GLI ASINI ti portano a casa i film porno che desideri (spesso anche quando non vuoi, provate a chiedere all'asino di consegnarvi V for... Vendetta e ditemi di che vendetta si tratta) comodamente nel tuo computer, senza fare il minimo sforzo.
ORA cazzo per avere QUINTALI di porno devi solo aspettare, lo dicevano i cinesi, in qualche proverbio dei loro... ok, forse non parlavano del porno, ma tant'è.
ORA quando ti arriva il porno, non c'è più emozione, lo guardi meccanicamente, fai sisi con la testa, il durello è una reazione meccanica, la smanacciata stile Buffon una normale conseguenza.
Per alcuni addirittura abitudine, maledizione.
Ma PRIMA....
Che tempi.
Altro chè tubi.
PRIMA avevamo i GIORNALETTI, regà.
Cazzo che roba.
La vergogna nell'acquistarli, rigorosamente nell'edicola più lontana possibile, o adducendo le scuse più assurde...
"vorrei Devastata Male IV, devo fare un regalo al mio amico che fa gli anni"
con l'edicolante che ti guardava con sorriso benevolo, stando a quel tacito patto, io pago e tu non commenti, fatti i cazzi tuoi, edicolante dimmerda, e lasciami giustificare che ne ho bisogno, mi giustifico con te, ma alla fin fine quello che ci deve credere davvero sono io.
PRIMA ci portavamo il giornaletto a casa, rigorosamente imboscato, camminando con passo svelto verso casa, già di strada volavano seghe mentali su quel poco che c'era in copertina, e via via il passo era più veloce, c'era la VOGLIA, la FRETTA di arrivare a casa.
PRIMA.
PRIMA c'erano le VIDEOCASSETTE cazzo, spesso comprate in coppia col giornaletto. Un sogno.
PRIMA aspettavi di avere casa sgombra per guardarle, oppure, per i più fortunati, quelli col videoregistratore in camera, aspettavi notte fonda, volume al minimo, e via, buona visione, l'audio ridotto a poco più che un sussurro, ma chi aveva bisogno di sentire?
PRIMA la stessa videocassetta la guardavi più volte, perchè mica si poteva andare tutti i giorni a procacciarsi il porno, cazzo, generalmente la cambiavi solo o quando facevi "scambio" con l'amico, come un perverso scambio di figurine Panini ( belle cazzo, ora abbiamo album ENORMI con le CARDS, non più le figurine) o quando INSPIEGABILMENTE spariva dal nascondiglio segretissimo ( si, esatto, nell'armadio, sotto le coperte/maglioni ) maledetti genitori.
PRIMA tutto questo rendeva emozionante la visione del film, le attrici erano dee irraggiungibili, vagamente pelose, ma andava bene cosi.
PRIMA tutto questo rendeva emozionante la smanacciata successiva, non era semplice masturbazione da ragazzino, era un atto estremo d'amor verso se stessi.
PRIMA PRIMA PRIMA.
ORA ORA ORA.
ORA è tutto diverso.
ORA vorrei sapere dov'è finito il matitone, dove sono finite le caramelle sfuse a 50 lire l'una, il ditone, il calippo fragola e limone, il diablo, il califfone, il garellino...
PRIMA avevamo i paninari, wall boys!
ORA che cazzo abbiamo? Finti bulli che si riprendono col telefonino?
PRIMA PRIMA PRIMA.
ORA. ORA. ORA.
Si potrebbe andare avanti all'infinito.
No, lettore, tranquillo, non lo farò.
E si, si, lo so, è acqua calda.
Oggi sto cosi, che ci volete fare?
Ma lasciatem chiudere la bloggata/clichè con una frase fatta mica da poco:
Si stava meglio quando si stava peggio.
E ridatemi il VERO Cookie Snack, maledetti bastardi.